ESASPERAZIONE

 

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Sono stanca.

Stanca.

Stanca di leccare lacrime, stanca di accompagnare sotto braccio la sofferenza, stanca di consolare occhi perduti, stanca di fare il giullare per far respire un’aria pulita, stanca di caricarmi di dolore.

E oggi, tu non c’eri. Oggi sei rientrato nella tua tana sudicia di male cercando un odore, un oggetto, un respiro.

Non ci poteva essere, lo sapevi e allora di nuovo lo stordimento necessario, la fatica di respirare, la sconfitta dell’impotenza. Che poi ti vengano a parlare di Dio, di resurrezione, di speranza di fai le cose giuste. Chi cazzo stabilisce il giusto? Non quella pletora di cantori sudati, ne’la triade di mercanti sconfitti dal tempo.

La vuoi tu la mia sorte? Tu che pontifichi, la vuoi vivere tu la mia vita? Dov’eri mentre mi spezzano le ossa a randellate, dov’eri quando quella notte non riuscivo a guidare perché i miei occhi erano pieni di lacrime? Perché non mi hai preso le mani lerce? Puzzavo troppo di vomito e urina?  E allora, adesso, taci. Taci e non parlarmi più.

Ho chiuso il portone del mondo. Lascia che il toro mi incorni, non farà più male che non averti tra le braccia.

La vostra preoccupazione arriverà fino a mezzogiorno poi sarete di nuovo felici di non avermi partorito.

ESASPERAZIONEultima modifica: 2013-07-20T11:12:00+00:00da notimetolose@v
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15 pensieri su “ESASPERAZIONE

  1. De Andrè nelle sue canzoni si pone dalla parte dei più deboli, degli sconfitti, degli ultimi, degli emarginati dalla società e illustrando le debolezze umane invita a non giudicare attraverso un’ottica da benpensanti ma piuttosto a cercare di capire. Jack

  2. le tue sono parole dure..di grande sofferenza
    Ti chiedo solo di non perderti d’animo e di continuare ad avere fiducia solo in te stessa..perchè se non lo farai sarai perduta
    Anche io ho passato un periodo tremendo..e la tua stanchezza la comprendo.
    Non conosco la circostanza ma credimi abbi forza e vedrai che riuscirai ad arrivare alla fine di questo tunnel
    Ti abbraccio

  3. Splendida pagina.

    Credo che, almeno il 50% degli Italiani e non solo, si rispecchino in queste righe.

    Io lo definisco “essere stanca del politicamente corretta”, ma in termini concreti, si, quel “Chi cazzo stabilisce cos’è bene e cos’è male”? sia la sintesi di una rivolta singola che non trova adesioni per una rivolta collettiva.

    Notte buona Noti ;-))
    Tina

  4. tutti storti. Sara’ il caldo. Grazie per avermi informato su Limi. Chissa’ che stara’ facendo ora. Sono convinta che la morte sia solo una porta. Oppure ho bisogno di sapere che e’ così. Bene. Buon pomeriggio, chissa’ in quale mi leggerai…

  5. A volte vorrei scavare il dolore e portarlo via solo per un attimo anche se le mi braccia sono stanche e ormai magre. A volte chino il capo e mi limito ad ascoltarlo questo dolore. A volte penso che una sola carezza può per un solo istante lenire il dolore.
    Da lontano, da qui, mentre il sole scende stanco ti mando un sorriso attraverso un boccale di birra con tanto affetto di vero cuore.

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