PRIEST

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Così, alzi la cornetta e dall’altro capo ti dicono che  Claudio ha un tumore al pancreas. E’ in terapia intensiva. Tu sai che il tumore al pancreas non perdona. Hai visto andarsene con lo stesso male la Pia, la Carmen, Luciano. E’ bastardo il cancro al pancreas, molto più bastardo degli altri tumori. In quel momento senti che le parole non ti escono più, aggrovigliate come sono al magone così ti si trasformano in lacrima che respingi perché sei adulta, perché conosci il mondo, perché hai visto la sofferenza, perché non doveva capitare al lui, no, non a lui. Prendi un altro ma non lui e se hai le idee confuse te ne fornisco una lista intera di preti senza credo. Ho conosciuto tanti preti senza fede. Preti entrati in seminario perché la famiglia non aveva da sfamarli, preti entrati in seminario perché era l’unico modo per farli studiare, preti entrati in seminario per vanità della famiglia. Claudio no. Claudio ha fede. Crede in Dio. E come ogni pazzo di Dio sa realizzare i sogni. Claudio che ha costruito una chiesa per il suo Dio giocando a briscola con i senza Dio. Con Claudio ho parlato delle ore e per ore abbiamo riso sguaiatamente come lavandaie in vacanza. Perché le nostre risate erano uguali e i nostri occhi sapevano anche quello che non riuscivamo a dirci.

Adesso vorrei avere braccia chilometriche per abbracciare quella circonferenza imbarazzante e sentirlo ripetermi all’orecchio: forza, che ce la fai, lo so che ce la puoi fare. Adesso vorrei quella pizza al peperoncino che mi presentasti e io cacciai indietro riempiendoti di insulti. Adesso vorrei poter credere che Dio si è sbagliato.

Dio, ti prego, Claudio è talmente rompipalle  che di uno come lui non te ne faresti niente, ti sconvolgerebbe soltanto l’assetto del Paradiso. Dio, fidati, lascialo perdere e abbandonalo a noi che ci siamo già abituati a seguirlo fin dentro i suoi sogni perché sono i nostri, anche se ancora non lo sappiamo.

 

JUSSI ADLER OLSEN

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Ho iniziato la lettura di “La donna in gabbia” e dopo sei ore ero arrivata alla parola fine. Il libro di  Jussi Adler Olsen non ti permette di prenderti una pausa. Già al secondo capitolo ti innamori di Merete Lynggaard e vuoi scoprire a chi appartiene la voce deformata dall’altoparlante che le urla:”Merete devi solo rispondere ad una domanda. Perché ti abbiamo messo in gabbia come un animale? Rispondi a questo Merete!”

Perché la trama è proprio questa. Siamo in una Danimarca dove il cazzeggio della polizia ricorda molto quello dei nostri dipendenti pubblici e dove, si fa la cresta sui finanziamenti pubblici instituendo una sezione Q per i casi irrisolti affidandola a Carl Mork, un agente “testardo svogliato burbero polemico e stronzo coi colleghi” con un forte senso di colpa per essere ancora vivo dopo un’operazione di polizia che ha procurato la morte ad un suo collega e paralizzato l’altro.

In questa Danimarca una deputata è scomparsa da cinque anni, il caso è stato chiuso, c’è una dichiarazione di morte presunta ma a Mork non tornano i conti. Inizia ad indagare supportato dall’uomo che dovrebbe occuparsi delle pulizie del suo ufficio nello scantinato della centrale di polizia ma sarà invece un inquietante quanto indispensabile aiuto.

€18.50 per 359 pagine che scorrono lisce e crudeli come la disumanità dell’uomo che cova l’odio per decenni può esserlo.

Ne faranno un film ma non siate pigri e leggete il libro. Ne vale la pena.

ROCK

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Ero una donna felice. Non perché avevo una bella casa arredata dall’architetto di grido, il suv per andare a prendere i bambini, due, un maschio e una femmina, a scuola, non perché davo feste e ricevimenti memorabili e non voglio ricordare  le mie cene di Natale con gli amici: ne parlano ancora.

Ero una donna con una tata per il bimbi, una signora che veniva a stirare le camice di mio marito che dovevano essere impeccabili, una signora che veniva il venerdì per le pulizie, un giardiniere veneto preciso ed ordinato che mi faceva riconciliare col mondo.

Le mie giornate erano piene. Correvo dalla boutique in centro allo spaccio aziendale esclusivissimo di scarpe, dal coiffeur al centro benessere.

Giuro che la sera ero distrutta.

E quando è capitato il fattaccio, quando gli amici sono scomparsi, i domestici licenziati e  i bambini frequantavano la scuola pubblica salendo sullo scuolabus coi figli della mia ex cameriera, non mi sono fatta prendere dalla disperazione. Mi sono rimboccata le maniche, venduto la villa, messo all’asta i quadri, ho affittato un monolocale più servizi e ho trovato lavoro come beccamorto.

Io reggo tutto, non conosco la depressione e nessuno mi ha mai visto disperata.

Ho solo un piccolo cedimento quando rientro in casa dopo la mia giornata di lavoro e me lo ritrovo in poltrona, sporco, in canottiera e una birra in mano davanti alla tv mentre guarda “pomeriggio sul 5” che il mio stomaco si ribella. In anno è aumentato 15 chili e di quel megadirigente di multinazionale inafferrabile, metodicamente impegnato o in viaggi d’affari o in lunghissime riunioni, stento a riconoscerne la fisionomia.

Ma quel che è peggio mi sta sempre attaccato al culo e da solo non riesce a decidere neppure che braghe mettersi se non gliele preparo sul letto.

Quando mi lagnavo con lui perché non era mai a casa non avevo ancora capito quanto ero fortunata.

BOOM

 

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Ma che cazzo è successo?

 

Non riesco ad alzarmi da terra. Devo alzarmi. Aspetta. Appoggio i gomiti e sollevo il busto. Sangue. Troppo sangue per essere tutto mio. Quella ragazza è morta. So che è morta. Ha gli occhi sbarrati che guardano il cielo e in mano tiene ancora stretta la borsa della spesa. Urla. Mi fa male la testa. Smettetela di urlare e aiutatemi, cazzo. Niente, nessuno mi ascolta. Cazzo, cazzo, cazzo. E adesso arriverò tardi all’incontro e chi la sente la mia segretaria. Devo avvisarla, devo trovare il cellulare ma è tutto così faticoso Forza. Pensa, pensa. Era nella borsa, si nella borsa, lo avevo messo dentro alla borsa così non mi sformava il vestito. Che cretino, tutto per il vestito che adesso è pieno di schizzi di sangue, neanche tutti miei. Oh Dio, Dio. Aiutatemi. Sento solo lamenti. Mi devo trascinare vicino a quella signora ma i vetri mi tagliano le braccia. Devo raggiungerla e far smettere di far piangere quella bambina che sta sopra di lei e continua a chiamarla urlando. Di chi è questa gamba? Che schifo. Ero in banca, si, ero in banca in coda davanti a me a signora con la sporta della spesa .Ricordo l’odore del suo cappotto che sapeva di naftalina. Era talmente fastidioso che ho girato la testa verso la cassa 3. Lo ricordo l’uomo davanti alla cassa 3. Urlava, parlava di mutuo, il cassiere guardava da un’altra parte alzando gli occhi al cielo e l’uomo alzava il tono della voce e il cassiere allargava le braccia, poi l’uomo si è messo a piangere continuando ad urlare e ha messo una mano nella tasca del cappotto. Era il mio turno e ho allungato l’assegno alla ragazza della cassa 2 incazzato per l’attesa. Poi ricordo solo che mi sono sentito sollevato e mille spilli che mi si conficcavano nel corpo.

Sirene.

Sono qui. Sono vivo. Non riesco a parlare ma sono ancora vivo. Devo correre in ufficio. Venite qui.

 

AU REVOIR

 

 

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Eccoti li.

 

Con la Lidia al mio fianco che continua a ripetere: “ No, ti sbagli, non è lui, no, questo è brutto, lui era bellissimo, no, no e poi no, andiamo a vedere dentro all’altra cassa, si deve essere quello dell’altra cassa”.

No, sei proprio tu. Il velo non riesce a coprire gli ematomi ne’ la bocca semiaperta in una smorfia di dolore.

E’ difficile guardarti.

Dentro ai miei occhi si accavallano altre immagini di te: tu che sorridi, tu che hai passato la notte sveglio, tu che sei stanco, tu che non parli dei tuoi amori.

Già. Dove sono adesso?

Dove sono le tue donne coi tacchi a spillo e la veletta calata sugli occhi, dove sono quelle che portavi a cena e ti adoravano e ti supplicavano di amarle almeno una notte, dove sono le donne che leccavano i tuoi occhi prima ancora delle tue mani? Dov’è New York e Faye Dunaway che ti dava il buongiorno senza sorriso e le tavolate di amici che bevevano i tuoi soldi? Dov’è la mano che si allungava per invitarmi a sedere: Vieni qui, fammi compagnia.

Sono venuta a farti compagnia ancora.

Sono venuta ad aiutarti ad andare via, sono venuta per dirti non aver paura, il più è accaduto.

 

ATTACCAMENTO

 

 

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Non fu facile accollarsi quella responsabilità ma non esistevano alternative. Il nostro appartamento troppo piccolo, una stanza da letto un bagno e la cucina, e lei bisognosa di troppe cure e di un’assistenza continua. Avevo gli occhi umidi quando lasciai la mia dolce nonnina nella casa di riposo “ Sandro Pertini”. Ne avevo girate parecchie e quella struttura era la più moderna e confortevole con personale professionale ottimamente formato. C’era anche un animatore, decisamente isterico, ma non si può avere tutto. Ogni giorno passavo a trovarla per assicurarmi che il trattamento concordato fosse rispettato. Certo mi costava parecchio tenerla in quell’ospizio, ma quanti anni sarebbe vissuta ancora? Due, tre, cinque? Lei mi aveva allevato e per lei avrei dato tutto. Festeggiammo il suo settantacinquesimo compleanno con un arrivederci in gola mischiato al groppo, coscienti di ogni bugia che le dicevamo, cara e dolcissima nonnina. I suoi occhi erano felici mentre si sbaffava la fetta di torta del suo ottantesimo compleanno e contemporaneamente scartava i pacchetti con i nostri regali. Acquistati senza badare a spese, tanto poi, ce li saremmo ripresi presto. Vennero i novantacinque, i novantasei, i novantasette e a quel punto iniziammo davvero a sperare che quella maledetta vecchia ci arrivasse ai cento, almeno saremmo rientrati delle spese di tutti quegli anni in qui l’avevamo mantenuta in una superstruttura per anziani: Arrivarano infatti interviste sui giornali, tv locali e nazionali, settimanali e si mostrò interessata anche la rivista della Confcommercio 50 & più. Di soldi non solo mancava l’odore ma anche l’ombra. Ai cento quella vecchia srega era più in forma di me: attaccata alla vita come una piattola ai peli pubici. Ingozzati brutta stronza di una vecchia arpia, abbuffati di torta e bevi, tracanna la coca cola e che ti possa andare di traverso, schifosa megera sdentata, spero che la tua vescica ceda e la tua piscia ti sommerga.

 

Sono a terra con un forte dolore al petto, sento l’alito della bastarda sul collo e il suo biascicare: “Stavolta l’hai presa nel culo tu nipotina dolce”.

 

757

Camilla Cederna accusò Calabresi di essere il torturatore e il responsabile della morte di Pinelli. 

 

In 757 sottoscrissero quell’articolo dell’Espresso: 

 

Ezio Adami Mario Agatoni Clelia Agnini Nando Agnini Enzo Enriques Agnoletti Giorgio Agosti Alberto Ajello Nello Ajello Gianmario Albani Vando Aldovrandi Elio Aloisio Marina Altichieri Anselmo Amadigi Laura Ambesi Giorgio Amendola Sergio Amidei Luigi Anderlini Antonio Andreini Franco Antonicelli Filippo Arcuri Giulio Carlo Argan Giorgio Ariorio Annamaria Arisi Anna Arnati Aldo Assetta Gae Aulenti Orietta Avernati Ferruccio Azzani Giorgio Backaus Franco Baiello Anna Baldazzi Nanni Balestrini Aurelio Balich Carlo Ballicu Aldo Ballo Pietro Banas Julja Banfi Arialdo Banti Marcello Baraghini Mario Baratto Andrrea Barbato Mario Bardella Giovanna Bartesaghi Campanari Ada Bartolotti Mirella Bartolotti Carla Bartolucci Franco Basaglia Vittorio Basaglia Andrea Basili Eugenia Bassani Aldo Bassetti Marisa Bassi Emanuele Battain Giovanni Battigi Betty Bavastro Renato Bazzoni Marco Bellocchio Piergiorgio Bellocchio Aroldo Benini Giorgio Benvenuto Marino Berengo Gualtiero Bertelli Giorgio Bertemo Alberto Berti Bernardo Bertolucci Mario Besana Laura Betti Alberto Bevilacqua Bruno Bianchi Luciano Bianciardi Mario Biason Walter Binni Renzo Biondo Mercedes Bo Norberto Bobbio (Ha ritrattato successivamente)Giorgio Bocca Gaetano Boccafine Cini Boeri Renato Boeri Rodolfo Bollini Pietro Bolognesi Ermanna Bombonati Laura Bonagiunti Agostino Bonalumi Angela Bonanomi Giuseppe Bonazzi Mario Boneschi Luciana BonettiArrigo Bongiorno Vittorio Borachia Giuliana Borda Giampiero Borella Angelo Borghi Giampaolo Borghi Sergio Borsi Carlo Bosoni Angela Braga Aldo Braibanti Rina Bramè in Zanetti Tinto Brass Claudio Brazzola Nerina Breccia Maria Luisa Brenner Fulvia Breschi Anna Maria Brizio Vanna Brocca Laura Bruno Franco Brusati Giampaolo Bultrini Giorgio Cabibbe Corrado Cagli Mauro Calamandrei Alba Cella Calamida Leonida Calamida Giuseppe Caldarola Giacomo Calì Vittoria Calvan Maurizio Calvesi Floriano Calvino Riccardo CalzeroniValeria Calzeroni Giovanna Campi Nino Cannata Michele Canonica Teodolinda Caorlin Elena Caporaso Ettore Capriolo Umberto Carabella Cosmo Carabellese Giulia CarabelleseTommaso Caraceni Tullio Cardia Pierre Carniti Tommaso Carnuto Fabio Carpi Armando Carpignano Dino Cartia Bruno Caruso Paolo Caruso Amedeo Casavecchia Andrea Cascella Alessandro Casillin Lucia Casolini Giorgio Catalano Giuseppe Catalano Liliana Cavani Paolo Cavara Camilla Cederna Giamprimo Cella Carla Cerati Roberto Cerati Mario Ceroli Lorenzo Certaldi Miriam Certi Bianca Ceva Sandra Cheinov Francia Chemollo Alfredo Chiappoli Francesco Ciafaloni Vincenzo Ciaffi Lidia Ciani Umberto Cinti Mariella Codignola Ezio Cogliati Lucio Colletti Enrica Collotti Pischel Furio Colombo Luigi Comencini Franco Contorbia Gianni Corbi Sergio Corbucci Elisabetta Corona Teresa Corsi Luigi Cortesi Giulio Cortini Giuseppe Cosentino Luigi Cosenza Radames Costa Gastone Cottino Gabriella Covagna Bruno Crimi Paolo Crivelli Virgilio Crocco Roberto D’Agostino Sandra Dal Pozzo Enzo D’Amore Guido Davico Bonino Maria Teresa De Laurentis Fausto De Luca Giorgio De Luca Giorgio De Marchis Giorgio De Maria Giovanni De Martini Tullio De Mauro Stefano De Seta Vincenzo De Toma Stefano De Vecchi Sergio De Vio Vittoria De Vio Giuseppe Del Bo Giuseppe Della Rocca Giampiero Dell’Acqua Luigi Dell’Oro Anna Maria Demartini Bibi Dentale Fabrizio Dentice Luca D’Eramo Stefano Di Donato Sara Di Salvo Tommaso Di Salvo Luciano Doddoli Delia Dominella Piero Dorazio Gillo Dorfles Umberto Dragone Guglielmo Dri Susan Dubiner Antonio Duca Umberto Eco Giulio Einaudi Ingrid Enbom Angelo Ephrikian Maria Concetta Epifani Sergio Erede Bruno Ermini Franco Ermini Vincenzo Eulisse Gianni Fabbri Marisa Fabbri Bruno Fabretto Mario Fabretto Elvio Fachinelli Vittorio Fagone Carlo Falconi Annagiulia Fani Teresa Fanigarda Alberto Farassino Luciana Farinella Franco Fayenz Federico Fellini Inge Feltrinelli Marina Feraci Mario Ferrantelli Alberto Ferrari Ernesto Ferrero Arnaldo Ferroni Pierluigi Ficoneri Gaetana Filippi Giampaolo Filotico Piero Filotico Marco Fini Paola Fini Roberto Finzi Milva Fiorani Elio Fiore Leonardo Fiori Giosuè Fittipaldi Dario Fo Luciano Foà Domenico Foderaro Carla Fontana Manuele Fontana Massimiliano Fontana Ada Fonzi Bruno Fonzi Franco Fornari Carla Forta Franco Fortini Paolo Fossati Gennaro Fradusco Bruna Franci Aldo Franco Giuseppe Franco Bice Fubini Marisetta Fubini Alberto Fuga Mrio Fumero Maria Grazia Furlani Marchi Floriana Fusco Benedetta Galassi Beria Giancarlo Galassi Beria Silvia Galaverni Aldo Galbiati Virginia Galimberti Mario Gallo Severino Gambato Lucio Gambi Renato Gambier Antonio Gambino Maria Teresa Gardella Edoardo Garrone Emilio Garroni Giustino Gasbarri Cristiano Gasparetto Maria Gasparetto Schiavon Luciano Gaspari Bruna Gasparini Nuccia Gasparotto Mario Gatti Anna Gattinoni Camillo Gattinoni Emilio Gavazzotti Ugo Gazzini Mariella Genta Mauro Gentili Alessandro Gerbi Francesco Ghiretti Anna GhirettiMagaldi Bona Ghisalberti Giobattista Gianquinto Natalia Ginzburg Giovanni Giolitti Vincenzo Giordano Fabio Giovagnoli Giovanni Giudici Marinella Giusti Enzo Golino Letizia Gonzales Vittorio Gorresio Delia Grà Romano Stefano Granata Paola Grano Franco Graziosi Armando Greco Carlo Gregoretti Ugo Gregoretti Augusta Gregorini Laura Grisi Laura Griziotti Anna Gualtieri Franca Gualtieri Luciano Guardigli Pierluciano Guardigli Ruggero Guarini Augusto Guerra Salvatore Guglielmino Armanda Guiducci Roberto Guiducci Renato Guttuso Margherita Hack Ulrica Imi Delfino Insolera Gabriele Invernizzi Renato Izozzi Alberto Jacometti Lino Jannuzzi Emilio Jona Pietro La Gioiosa Vittorio La Gioiosa Rosamaria La Gioiosa in Giovagnoli Oliviero La Stella Riccardo Landau Liliana Landi Giuseppe Lanza Marina Laterza Vito Laterza Gustavo Latis Marta Latis Giorgio Lattes Giuliana Lattes Felice Laudadio Marcella Laurenzi Mario Lazzaroni Giorgio Leandro Franco Lefevre Ettore Lenzini Marcello Lenzini Franco Leonardi Irene Leonardi Rita Leonardi Francesco Leonetti Isabella Leonetti Ugo Leonzio Laura Lepetit Carlo Levi Primo Levi Bruno Libello Laura Lilli Claudio Lillini Marino Livolsi Carlo Lizzani Daniela Lizzi Maurizio Lizzi Germano Lombardi Giordano Loprieno Mariella Loriga Giuseppe Loy Nanni Loy Nico Luciani Franca Lurati Clara Lurig Giulio A. Maccacaro Marisa Macerollo Mario Macola Manuela Magro Carlo Mainoldi Giancarlo Maiorino Susjanna Majella Carlo Majer Thomas Maldonado Maria Vittoria Malvano Piero Malvezzi Mauro Mancia Bruno Manghi Eleonora Mantese Manlio Maradei Adriana Marafioti Dacia Maraini Elio Maraone Laura Marasso Paladina Aldo Marchi Enzo Mari Giovanni Mariotti Giancarlo Marmori Lilly E. Marx Carlo Mascetti Francesco Maselli Vitilio Masiello Ennio Mattias Augusto Mattioli Clara Maturi Egidi Achille Mauri Fabio Mauri Carlo Mazzarella Giovanna Mazzetti Lorenza Mazzetti Cosimo Marco Mazzoni Alceste Mazzotti Carmine Mecca Marina Meltzer Lodovico Meneghetti Mino Menegozzi Giorgio Menghi Giuliano Merlo Aldo Messasso Giuseppe MezzeraLidya Micheli Paolo Mieli (Ha ritrattato successivamente) Mieke Mijnlieff Paolo Milano Carla Milgiarini Giovanna Minotti Annabella Miscuglio Enrico Mistretta Ludovica Modugno Paolo Modugno Franco Mogari Franco Mogni Davide Moisio Francesco Moisio Maria Vittoria Molinari Francesco Molone Arnaldo Momo Cecilia Moneti Furio Monicelli Mino Monicelli Giuliano Montaldo Adolfo Montefusco Grazia Montesi Pio Montesi Maria Monti Morando Morandini Alberto Moravia Guido Morello Diego Moreno Salvatore Morgia Alba Morino Berto Morucchio Salvatore Morvillo Franco Mulas Mimi Mulas Adriana Mulassano Ezio Muraro Paolo Murialdi Cesare Musatti Mariuccia Musazzi Sergio Muscetta Carlo Mussa Ivaldi Franca Mussa Ivaldi Gianna Navoni Benedetto Negri Toni Negri Grazia Neri Annamaria Nicora Hribar Riccardo Nobile Luigi Nono Mimma Noriglia Guido Nozzoli Luigi Odone Annamaria Olivi Pietro Omodeo Giulio Onici Fabrizio Onofri Valentino Orsini Silvana Ottieri Giulio Pace Enzo Paci Luciano Pacino Zulma Paggi Walter Pagliero Giancarlo Pajetta Aldo Paladini Giannantonio Paladini Luciana Paladini Conti Salvatore Palladino Ettore Pancini Pietro Pandiani Francesco Panichi Alcide Paolini Piergiorgio Paoloni Letizia Paolucci Ivo Papadia Luca Paranelli Roberto Paris Silvia Parmeggiani Scatturin Giordano Pascali Pier Paolo Pasolini Daniela Pasquali Ernesto Pasquali Luca Pavolini Giorgio Pecorini Rossana Pelà Alessandro Pellegrini Baldo Pellegrini Carla Pellegrini Lorenzo Pellizzari Dario Penne Andrea Penso Giovanni Pericoli Maria Pericoli Paolo Pernici Irene Peroni Mario Perosillo Nicola Perrone Romano Perusini Carla Petrali Elio Petri Domenico Pezzinga Laopoldo Piccardi Mario Picchi Cristina Piccioli Giuseppe Picone Ugo Pierato Maria Novella Pierini Piero Pierotti Ettore Pietriboni Bice Pinnacoli Elsa Piperno Giosuè Pirola Ida Pirola Ugo Pirro Ugo Pisani Paola Pitagora Fernanda Pivano Luciano Pizzo Giovanna Platone Garroni Franco Pluchino Giancarlo Polo Giò Pomodoro Gillo Pontecorvo Antonio Porta Paolo Portoghesi Domenico Porzio Umberto Pozzana Emilio Pozzi Silvio Pozzi Claudio Pozzoli Serafino Pozzoni Pasquale Prunas Silvio Puccio Giulia Putotto Franco Quadri Massimo Quaini Sofia Quaroni Guido Quazza Folco Quilici (Ha ritrattato successivamente) Giovanni Raboni Emilia Raineri Franca Rame Dino Rausi Carlo Ravasini Luciano Redaelli Enrico Regazzoni Aloisio Rendi Nelly Rettmeyer Enzo Riboni Tina Riccaldone Aldo Ricci Carlo Ripa di Meana (Ha ritrattato successivamente) Vittorio Ripa di Meana Angelo Maria Ripellino Claudio Risè Nello Risi Giuseppe Riva Carlo Rivelli Françoise Marie Rizzi Oreste Rizzini Giulia Rodelli Luigi Rodelli Carlo Rognoni Piero Rognoni Lalla Romano Marco Romano Gabriella Roncali Guido Roncali Maria Roncali Luisa Ronchini Roberto Ronchini Alberto Ronelli Gianluigi Rosa Carlo Rossella Giovanna Rosselli Mario Rossello Enrico Rossetti Serena Rossetti Gaetano Rossi Orazio Rossi Pietro Rossi Ettore Rotelli Maria Luisa Rotondi Irene Rovero Giovanni Rubino Maria Ruggieri Luigi Ruggiu Marisa Rusconi Francesco Russo Luisa Saba Adele Saccavini Giancarlo Sacconi Carlo Salinari Pietro Salmoiraghi Alberto Samonà Giuseppe Samonà Salvatore Samperi Carlo Santi Natalino Sapegno Carla Sartorello Sergio Saviane Angelica Savinio Ruggero Savinio Marina Saviotto Claudio Scaccabarozzi Eugenio Scalfari Nino Scanni Carlo Scardulla Luigi Scatturin Vladimiro Scatturin Mario Scialoja Toti Scialoja Antonio Scoccimarro Gino Scotti Giuliana Segre Giorgi Marialivia Serini Enzo Siciliano Luigi Simone Ulderico Sintini Mario Soldati Sergio Solimi Franco Solinas Sandro Somarè Romano Sorella Libero Sosio Corrado Sozia Rosalba Spagnoletti Sergio Spina Mario Spinella Nadia Spreia Paolo Spriano Pasquale Squitieri Giancarlo Staffolani Brunilde Storti Antonino Suarato Giuseppe Surrenti Silvana Tacchio Manfredo Tafuri Aldo Tagliaferri Carlo Taviani Paolo Taviani Vittorio Taviani Marisa Tavola Wladimir Tchertkoff Giorgio Tecce Rubens Tedeschi Maria Adele Teodori Massimo Teodori Umberto Terracini Angela Terzani Tiziano Terzani Duccio Tessari Nazario Sauro Tiberi Giovanni Tochet Rorò Toro Emanuela Tortoreto Fedele Toscani Oliviero Toscani Marirosa Toscani Ballo Rita Trasei Julienne Travers Ernesto Treccani Renato Treccani Bruno Trentin Giorgio Trentin Picci Trentin Giuseppe Turani Saverio Tutino Filomena Uda Flavia Urbani Marina Valente Francesco Valentini Giovanna Valeri De Santis Aldo Valia Laura Valia Bernardo Valli Nanny Van Velsen Guido Vanzetti Paolo Vascon Luciano Vasconi Domenica Vasi Sergio Vazzoler Emilio Vedova Maria Venturini Virgilio Vercelloni Lea Vergine Maura Vespini Carlo Augusto Viano Vittorio Vidali Lucio Villari Sandro Viola Giovanni Virgadaula Aldo Visalberghi Massimo Vitali Corrado Vivanti Alessandra Volante Giuseppe Voltolini Gregor Von Rezzori Joachim Von Schweinichen Annapaola Zaccaria Livio Zanetti Antonio Zanuso Francesco Zanuso Marco Zanuso Ornella Zanuso Domenico Zappettini Marvi Zappettini Cesare Zavattini Giorgio Zecchi Sandro Zen Alfredo Zennaro Bruno Zevi Alberto Zillocchi Carla Zillocchi Mario Zoppelli Fulvio Zoppi Nicoletta Zoppi Giovan Battista Zorzoli

 

 

Lo uccisero sotto casa, sparandogli alle spalle.

 

Qualcuno di questi, non hai mai chiesto scusa.

LETTERA

1664546324.jpgDire fare baciare lettera testamento. Scegli.

 

E il tuo destino è lì, su quelle cinque dita che una mano ti mette davanti.

 

 

 

Lettera

 

 

 

Qui non mi fanno usare il computer per ragioni di sicurezza, dicono. E’ solo una delle infinite privazioni a cui mi costringono. Dicono che devo espiare una colpa. E lo dicono con tanta sicurezza che mi sono convinta che qualcosa devo averla combinata ma sinceramente io non ho ancora capito perché mi tengano chiusa qui dentro. Il mio avvocato viene ogni 15 giorni a trovarmi e ad aggiornarmi. “ho inoltrato la richiesta per ottenere il televisore, ho inoltrato la richiesta per farti avere alcuni libri, ho inoltrato la richiesta per ottenere un fornellino elettrico…” Per ora mi hanno concesso solo 10 fogli e una matita ed è con questa che ti scrivo. Qui sto bene, se non fosse per certi sogni ricorrenti che faccio e che non capisco.

Mi chiedo spesso perché voi non veniate mai a trovarmi. Certo il lavoro vi porta via molto tempo ma la mamma perché non viene? E’ ancora arrabbiata?Avrei così bisogno di abbracciarla di sentire che sono ancora la sua bambina e che mi vuole bene. Anche la Gabry mi manca. Mi mancano le nostre chiacchiere sui ragazzi, lo scambiarci i vestiti, i pomeriggi sul mio letto a parlare del nostro futuro. Lo ricordi che ci scambiavano per sorelle? Un giorno però abbiamo litigato per uno smalto per unghie. Red passion. Mi sono infuriata con lei perché lo aveva rovesciato sul letto e la macchia si allargava e la mamma avrebbe urlato e io non lo avrei sopportato e le porte hanno iniziato a sbattere e la sua testa in mezzo alla porta e la macchia dello smalto si era allargata e copriva il pavimento e avrei dovuto pulire e giustificare e spiegare e anche le mie mani erano piene di smalto e la mia testa era piena di smalto e lo smalto era anche dentro alla sua testa e io lo volevo raccogliere e rimetterlo nella bottiglietta ma mi scivolava, non riuscivo e mi sono morsa un labbro e dal labbro usciva smalto e la mamma entrava e si metteva ad urlare e io urlavo più forte di lei per calmarla, solo per calmarla ma non smetteva e mi facevano paura i suoi occhi sbarrati e non li volevo vedere. Zitta mamma, sta zitta, sta zitta ho detto.

 

 

 

SMEMBRAMENTO

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Hai sbattuto la porta.
Erano le 10,27.
Si fissano sempre dei particolari inutili quando il dolore è insopportabile. Ricordo quando morì tuo padre: continuavo a guardare la macchia di caffè sul camice del dottore e avrei voluto dirglielo che quella macchia toglieva importanza alle sue parole ma come sempre ho taciuto.
Le parole vengono dette sempre troppo presto e troppo in fretta. Si sputano sulla faccia di chi ci chiede amore e non riusciamo a rimangiarcele. Così ho imparato a tacere.
Da quando sei partita ho continuato a fare la mia vita.
Le galline non ne hanno sofferto e hanno continuato a mangiare. L’orto doveva essere pulito dalle erbacce e i pidocchi delle rose dovevano scomparire.
Da allora mi sono chiesta mille volte se avrei potuto trattenerti, se generarti dei sensi di colpa sarebbe servito. No, non sarebbe servito. Tu non hai mai ascoltato altro che il tuo cuore. E il cuore, bimba mia, sbaglia.
I vicini hanno smesso da tempo di chiedermi di te. Per pudore, per rispetto, per non farmi male. Solo la Neide, la ricordi vero la Neide,  mi chiede ostinatamente, ogni volta che passa davanti a casa nostra: “Notizie? Novità?” Io scuoto la testa, lei abbassa lo sguardo e sussurra “Torna, vedrai che torna” e mi lascia un santino di sant’Agnese.
Cinque anni fa la signora Candini mi disse che sua figlia ti aveva incontrata e che eri sciupata ma continuavi ad avere l’orgoglio negli occhi. “ Lo stesso di suo padre” ho pensato e sono stata felice.
Non so se hai trovato quello che cercavi, non so se sei felice, non so se qualche sera senti il profumo del vento da sud e ti ricordi.