NIVEA

Va beh. Nella vita succede. Così mando la mia candidatura per testare un prodotto Nivea: il deodorante Talc Sensation. Che la cosa non è poi strana nel senso che uno ci prova. Lo straordinario è quando ti arriva una mail che dice che sei stata sorteggiata tra le tester e riceverai a casa una confezione di prodotti Nivea e arriva davvero. Minicampioncini di deodorante, tre deliziose confezioni della vecchia crema Nivea blu, un deo roll on, uno deodorante in stic e una confezione di spay.
Gongolo come un’anatra quando il corriere arriva e apro la confezione. Provo subito lo spray. Mi arriva un getto potente sotto le ascelle, sarà a causa della compressione nel minitubo? Sì, perché provo lo spray grande e non succede. E chi mi ferma più. Provo tutto. Se qualcuno mi venisse accanto rimarrebbe stordito. Va bene, ho esagerato ma l’euforia non la si deve trattenere.
Regalo campioni a tutti che mi guardano allibiti ” Come, me lo regali” ” Non sono io a farti il regalo ma la Nivea!” “Quella Nivea?” ” Si, si, quella” . La Nivea la conoscono tutti e ognuno di loro ha un ricordo soprattutto sulla scatoletta blu. Io ascolto i loro ricordi e sorrido.
Basta poco per far felici le persone.

campioncini

campioncini

TRANSLATOR

botero

botero


La signora Novella è una donna splendida. 84 anni portati con fierezza. Giallo pannocchia i capelli, labbra rosso acceso da un rossetto perennemente sbavato, due figli che non hanno studiato ma “ cosa vuoi, i soldi li hanno, che importa se sono somari?”. Rimasta vedova giovanissima di un proprietario terriero si è arrotolata le maniche e ha iniziato a gestire il patrimonio lasciatole in eredità. Poi si è data al petrolio o, meglio, ai distributori di benzina. Ne possiede cinque sparpagliati in tutta la provincia. Con queste credenziali andammo a N.Y.C. e, quel pomeriggio, mi trascinò con sé per farle da traduttrice. Negozio di souvenir: occhiali a corona della statua della libertà, palle di vetro con la neve che cade sull’Empire, magliette I (cuore) N.Y.C., pantaloni stars & stripes. Io contratto con i gestori cinesi. “ How much? How much? How much?” Continuo a chiedere per ogni oggetto e, diligentemente, traduco. Dopo la quinta volta la Novella, donna concreta, mi fissa dritto negli occhi ed esordisce: “ Ma qui in America danno tutto omaggio?” La guardo sbalordita. “Tu continui a dire omag omag! Ma da domani prendo la residenza qui e giuro sulla bandiera!”.

Donna benedetta da Dio.

ESASPERAZIONE

 

botero, fernando botero, torero, toreador, morte, arena, pubblico, mantiglia, dolore, tanatos, eros

Sono stanca.

Stanca.

Stanca di leccare lacrime, stanca di accompagnare sotto braccio la sofferenza, stanca di consolare occhi perduti, stanca di fare il giullare per far respire un’aria pulita, stanca di caricarmi di dolore.

E oggi, tu non c’eri. Oggi sei rientrato nella tua tana sudicia di male cercando un odore, un oggetto, un respiro.

Non ci poteva essere, lo sapevi e allora di nuovo lo stordimento necessario, la fatica di respirare, la sconfitta dell’impotenza. Che poi ti vengano a parlare di Dio, di resurrezione, di speranza di fai le cose giuste. Chi cazzo stabilisce il giusto? Non quella pletora di cantori sudati, ne’la triade di mercanti sconfitti dal tempo.

La vuoi tu la mia sorte? Tu che pontifichi, la vuoi vivere tu la mia vita? Dov’eri mentre mi spezzano le ossa a randellate, dov’eri quando quella notte non riuscivo a guidare perché i miei occhi erano pieni di lacrime? Perché non mi hai preso le mani lerce? Puzzavo troppo di vomito e urina?  E allora, adesso, taci. Taci e non parlarmi più.

Ho chiuso il portone del mondo. Lascia che il toro mi incorni, non farà più male che non averti tra le braccia.

La vostra preoccupazione arriverà fino a mezzogiorno poi sarete di nuovo felici di non avermi partorito.